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Norberto Marchi |
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Intestazione della biblioteca |
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l'anno del Presidente |
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3 marzo 2003

La visita del Presidente Carlo Azeglio Ciampi
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Omaggio alla First Lady |
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"120"
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...anni di storia
>scarica la
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| 05/05/2009 |
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Il liceo artistico c'è
davvero: venti gli iscritti Ufficiale la costituzione
della prima classe del nuovo indirizzo di studi al «Melotti» di via Andina
CANTU' (s.cat.) La ristrutturazione dell'edificio
scolastico è costata quattro anni di lavori ? e cinque milioni di euro ? e
ancora non s'è chiusa definitivamente. Ma all'istituto d'arte Fausto Melotti,
la ristrutturazione sta riguardando anche lo stesso rapporto della scuola
con il territorio. A partire da un'offerta formativa che s'è fatta più
completa, vedendo approdare in via Andina il primo liceo artistico pubblico
di tutto il Comasco. Uno dei tre nuovi corsi di studio che a settembre
partiranno in città, assieme al liceo scientifico ad indirizzo sportivo al
Sant'Elia ? un exploit da tre classi prime per 90 studenti ? e al classico
allo scientifico Fermi.
Superati i dubbi piombati sui corsi in questione qualche mese fa, che hanno
reso tribolati gli ultimi giorni delle iscrizioni, all'Isa s'è comunque
messa insieme una prima da una ventina di ragazzi. Una soddisfazione per il
preside Francesco Cappelletti, che appena arrivato ? a settembre ? s'è messo
in moto per cercare di concretizzare l'autorizzazione per l'artistico
lasciata languire. Con l'obiettivo, mai nascosto, di liberarsi della fama di
scuola dove la manualità e tutt'al più la creatività contano molto più del
tempo passato sui libri, eredità delle origini dell'istituto, nato a fine
800 per formare la classe lavoratrice canturina e per essere una scuola dove
l'arte fosse applicata all'industria.
Oggi l'Isa, che offre una preparazione sempre più di tipo liceale, vuole
quindi riappropriarsi del ruolo di luogo di incontro e confronto culturale,
creando legami tra la scuola, la società e gli artisti, oltre che per
offrire agli studenti nuovi spunti di apprendimento. Il prossimo
appuntamento è fissato per sabato, quando, dalle 10 alle 12, nella
biblioteca dell'istituto si svolgerà la presentazione della mostra dedicata
al lavoro dei giovani architetti lombardi organizzata dall'ordine degli
architetti di Como in collaborazione con il Comune di Cantù, e, appunto il
Melotti. Mostra che raccoglie ed espone i progetti e le proposte premiate
nell'ambito della seconda edizione della ?Rassegna lombarda di architettura
under 40. Nuove proposte di architettura?, promossa dalla consulta regionale
della professione alla Triennale di Milano nei mesi scorsi. Progetti che
resteranno visibili poi nello spazio espositivo della scuola fino al 23
maggio. L'incontro di sabato ? al quale interverrà il presiedente comasco
dell'ordine degli architetti Angelo Monti, oltre ai rappresentanti della
scuola e del comune ? offrirà ai ragazzi di quarta e quinta una vera e
propria lezione del corso della quale i premiati illustreranno il proprio
approccio metodologico e creativo.
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| hanno detto di noi |
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08/03/2009 
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«Melotti»: liceo artistico
e un'idea sbagliata da sfatare
CANTU'(s.cat.)
All'origine, nacque per essere una scuola dove l'arte fosse
applicata all'industria, un istituto professionale con
caratteristiche ben precise, per formare la classe lavoratrice
canturina. Tempi lontani, e non solo perché risalgono al 1882. Anche
se a scrollarsela di dosso, la fama di scuola dove conti molto la
manualità e molto meno il tempo trascorso sui libri, l'istituto
d'arte Fausto Melotti fatica un po'. Eppure, ormai di dubbi non ce
ne sono più, persino l'apertura al suo interno del liceo artistico
pare prossima.
Per fare conteggi definitivi è presto, visto che gli studenti di
terza media hanno avuto fino al 28 di febbraio per effettuare la
propria iscrizione, e ora, dalle segreterie delle rispettive scuole,
i moduli stanno venendo recapitati agli istituti superiori
prescelti.
«A oggi - spiega il preside dell'Isa Francesco Cappelletti ? abbiamo
ricevuto 40 iscrizioni, e 4 sono per il liceo artistico. Se il
rapporto resterà questo, circa il 10%, visto che solitamente
raccogliamo oltre 200 iscrizioni, una classe prima sarebbe
assicurata». Nel bailamme che ha caratterizzato le scorse settimane,
con diversi nuovi corsi che sarebbero dovuti partire negli istituti
superiori del Comasco soffocati nella culla dall'ufficio scolastico
regionale, qualche brivido freddo s'è provato anche in via Andina.
«Del tutto immotivato ? conferma l'assessore provinciale
all'istruzione Achille Mojoli ? visto che l'autorizzazione per
l'indirizzo di liceo artistico al Melotti risale a molto tempo fa,
anche se la preside precedente non aveva avuto interesse ad
attivarlo. Il suo successore, Cappelletti, invece, ha mostrato
subito la volontà di vederlo partire. Obiettivo che condividiamo,
visto che questo sarà il primo liceo artistico pubblico dell'intera
provincia, una risorsa preziosa».
Inoltre, rincara il dirigente scolastico, nella riforma della scuola
superiore la cui attuazione è prevista per l'anno prossimo, la
preparazione degli istituti d'arte verrà equiparata a quella di tipo
liceale. Eppure. Eppure, dando un'occhiata agli esiti degli scrutini
del primo quadrimestre, salta all'occhio un fatto ricorrente. La
strage delle insufficienze nelle classi prime. Con tanto, assicura
Cappelletti, di studenti con ben dieci materie in cui non agguantano
il sei e un prossimo futuro da bocciati pressoché certo. Un quadro
comune a quasi tutte le scuole superiori, ma non solo. «Il problema
? spiega ? è che spesso gli stessi docenti delle medie inferiori non
sanno bene in cosa consista il piano di studi del Melotti. Persiste
l'idea che si tratti di un ripiego per chi abbia poca voglia di
studiare, una scuola d'avviamento professionale, come era negli anni
50. Ma così non è. E a dirla tutta, non abbiamo avuto neppure un
cinque in condotta, né sospensioni».
I risultati di queste scelte non del tutto consapevoli sono nei
quattro e nei cinque che fioccano. Da qui la decisione di creare un
vero e proprio gruppo formato dai propri professori che, quando sarà
tempo di orientamento, vada nelle scuole medie a spiegare per filo e
per segno cosa implichi iscriversi all'Isa. E che, se avere una
buona mano e una certa creatività aiuta, di certo non basta. «Mi
sembra doveroso ? conferma il preside ? sia per evitare l'altissima
?mortalità? nelle prime sia per non illudere ragazzi che rischiano
di buttare al vento un intero anno scolastico». |
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Si avvicina per Cantù il fatidico
momento della visita presidenziale.
Il 3 marzo il
capo dello Stato,
Carlo Azeglio
Ciampi, con la moglie
Franca, sarà in città e si recherà all'Istituto d'Arte. Abbiamo
chiesto ad alcuni benemeriti qual è la loro opinione intorno
alla storica venuta ( la prima dopo quella del re Vittorio
Emanuele III, nel '27) e che cosa vorrebbero chiedere al massimo
rappresentante delle istituzioni nazionali. In più, ma qui la
risposta è stata pressoché unanime, ecco un terzo interrogativo:
«Cosa gli regalerebbe?». «Ciampi a Cantù? Ne sono davvero felice
- spiega don Gianni Fontana - Stimo molto il presidente e lo
ritengo una persona onesta che si sforza di restare super partes.
E' un modello di civismo e libertà. Avevo pensato di regalargli
una bella edizione della Bibbia anche se l'avrà già. In più non
dovrebbero mancare una storia di Cantù e del territorio e poi un
bell'oggetto di ebanisteria. Per la signora Franca, che apprezzo
quanto il marito, un bel pizzo sarebbe l'ideale». «Cosa potrei
regalare al Presidente se non un pallone da basket? - scherza
Pierluigi Marzorati - Sono molto contento di questa visita che
dà una bella immagine di Cantù. Se potessi, gli chiederei di
aiutarci a risolvere il problema del palazzetto, per farne un
centro polivalente». «La visita del presidente mi sorprende -
commenta Marisa Bronzini - Non è successo niente di speciale per
giustificare l'arrivo di un personaggio meraviglioso come lui.
Il regalo lo farei a Donna Franca e le vorrei donare uno dei
miei tessuti. Sono contenta che vengano in città e spero che
l'accoglienza sia tanto festosa da "nascondere" le condizioni
dell'edificio dell'Istituto d'Arte che non sono certo ottimali.
D'altra parte, dove avremmo potuto accoglierlo?». Anche il
professor Mario Marelli esprime il suo entusiasmo. «Sono
felicissimo della visita di Ciampi - spiega - e sono contento
anche della scelta di recarsi all'Isa. E' il riconoscimento
delle attività tipiche del nostro territorio, che non devono
essere abbandonate. E' significativo che il presidente abbia
scelto di visitare il Setificio di Como e la nostra Scuola
d'arte. Ci sta indicando una via da seguire. Gli chiederei
quindi di aiutarci a preservare la ricchezza di un territorio
basato su un articolato insieme di piccole e medie botteghe
artigiane. Il regalo? Un bell'oggetto in legno ma non qualcosa
di banale. Un oggetto che sia ben pensato». Dello stesso parere
è Ernestino Tagliabue presidente della Permanente Mobili. «Il
dono per Ciampi deve essere un manufatto canturino che, salvo
obiezioni, è sempre il mobile di qualità. Sono contento che vada
all'Isa. E' un tributo all'operosità artigiana con cui Cantù ha
dato il suo input al progresso. Sono contento della sua visita,
gli chiederei di portare nella politica italiana un po' di
moralità». Sara Cerrato |
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Cinquemila euro al progetto
dell’isa per recuperarne il patrimonio conservato negli
scantinati
anche il Rotary per il tesoro della
scuola d’arte
la salvezza
del “tesoro” dell’istituto d’arte di Cantù e la creazione di
un catalogo informatico di agile consultazione al servizio
di studiosi e archivisti, sono stati al centro della
conviviale Rotary che si è svolta, l’altro giorno, alla club
house del golf club di Carimate. la sezione canturina del
Rotary ha infatti fatto proprio il progetto dell’istituto
d’arte per la conservazione dell’immenso e importante
patrimonio di manufatti e progetti che attualmente giacciono
in cattivo stato e per di più in locali non idonei. per
salvarli, Rotary ha erogato proprio nell’ultimo incontro, un
contributo economico di 5000 euro. in più ha dato vita ad
una commissione apposita che lavorerà per sensibilizzare le
istituzioni e organizzare eventi, attraverso i quali
raccogliere le altre risorse necessarie al completamento
dell’opera e magari anche alla realizzazione del sogno di un
museo. la conviviale che ha visto presenti come relatori la
preside dell’istituto Rosalba Guidi e il docente Ferdinando
Marzorati, ha consentito di fare il punto sullo stato di
avanzamento del progetto, gestito dalla
scuola.
l’obiettivo è in realtà duplice. si deve conservare il ricco
bagaglio di oggetti d’arte e di progetti realizzati nel
corso degli anni da studenti e docenti, tra cui molti
illustri. e’ però molto importante anche catalogare tutto il
materiale esistente e per questo si sta procedendo
nell’impresa di realizzare migliaia di schede elettroniche,
una per ogni manufatto. sul supporto informatico verranno
inserite immagini d’epoca dei manufatti, dati sulle tecniche
utilizzate, informazioni su autore e periodo della
realizzazione. in più la scheda conterrà una foto del
manufatto così come è ora. lo scatto viene eseguito ad alta
definizione per permettere lo studio dei particolari
attraverso il computer. le schede confluiranno in un
database costruito in access, per creare l’archivio
digitale. fino ad ora, nel database sono stati inseriti
milletrecento pezzi e altri seicento sono in lavorazione.
l’indice delle opere sarà disponibile in excel. e’ partito
anche il progetto del restauro delle opere più deteriorate.
durante la conviviale, il professor Marzorati ha infatti
parlato di alcuni pizzi ricamati in seta nera che rischiano
addirittura di dissolversi e di lavori in legno attaccati
dai tarli.
sa. ce. |
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Gli articoli sono tratti dal quotidiano "La Provincia" |
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Giornale di Cantù
- Sabato 17 Marzo 2007
La
provocazione
I
progetti di intervento pensati dagli studenti di Isa e Geometri
VAI AL NOTIZIARIO

La Nuova Scuola di Musica suona l'allarme
«Così non va, servono spazi nuovi»
CANTU’
L'idea è intelligente
e costruttiva tanti) quanto, per stessa ammissione di chi l'ha
pensata, provocatoria, perché la Nuova Scuola di Musica ha bisogno di spazi nuovi, riadattati. E chiede aiuto per mezzo della
carta, facendo realizzare uri
progetto di riqualificazione alle scuole canturine, il
Sant'Elia e l'Istituto d'Arte. Ora è tutto pronto.
«Da
vari anni il Comune ha concesso
l'uso del prime- piano di questo edificio alla Nuova Scuola
di Musica di Cantù. Questa localizzazione per noi è molto co-
moda ma non è più a nostro avviso
altrimenti utilizzabile come scuola, in quanto il paino terra è
stato trasformato in asilo nido. Dopo vent'anni di utilizzo
necessita di opportuni interventi per riadattarla al nuovo uso», si legge in una lettera di Giuliano
Molteni, presidente della
Nuova Scuola di Musica, scritta nel lontano 2005 e resa nota
soltanto ora. La lettera è stata indirizzata all'Istituto per
Geometri e alla Scuola d'Arte: il progetto per ripensare gli spazi
è stato affidato ai ragazzi. «Gli istituti superiori della città
possiedono le
massime competenze specifiche e
possono dare i migliori risultati possibili. Gli interventi sono di
due tipi: l'aspetto strutturale, che consiste nell'adeguamento degli
spazi alla nuova destinazione, e quello dell'arredamento, che
consiste nello studio e nella realizzazione
di ambienti confortevoli e accoglienti». Per gli studenti si
è trattato di uno stimolo importante e le ipotesi di intervento
sono almeno quattro. «I progetti saranno poi sottoposti
all'Amministrazione comunale per l'approvazione e la realizzazione
degli studi».
E
qui arrivano i tasti dolenti. Perché, anche a sentire Alfonso
Salemi, uno dei promotori dell'iniziativa, amico della Nsm e
melomane appassionato, la situazione non è delle più semplici. «I
vicini si lamentano perché non
tutte le aule sono insonorizzate. E
gli spazi sono davvero
inadeguati. Peccato, perché la Nuova Scuola di Musica ha dato
lustro alla città con il Concorso Internazionale di Pianoforte».
Già: per chi dedica una vita intera agli 88 tasti bianchi e neri,
Cantù è un punto di riferimento mondiale. «Una volta
ho
sentito due pianisti stranieri che parlavano tra di loro. Uno
chiedeva: ma dov'è Milano? L'altro pianista: vicino a Cantù». Un
episodio che fa riflettere su quanto il nome della città, grazie
alla Nuova Scuola di Musica, sia internazionale.
Tanta musica e un po' di pepe: i
progetti dei ragazzi verranno presentati alle 20.30 di venerdì 23
marzo, alla Sala Zampese della Cassa Rurale ed Artigiana di Cantù. A seguire, il concerto del
fisarmonicista Marco Valenti.
Christian Galimberti |
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Salvato in extremis il nuovo liceo
scientifico promosso dal Setificio
Salvato in
extremis il nuovo liceo scientifico promosso dal Setificio. Così
anche quello sportivo del Sant'Elia di Cantù. A questo punto,
visto che già era stato recuperato anche il corso di liceo classico
attivato sempre a Cantù dal Fermi, restano quattro gli indirizzi bocciati, quelli
sì irrimediabilmente almeno per quest'anno, da parte della Direzione
scolastica regionale: Termotecnica e Comunicazione alla Magistri
Cumacini, liceo artistico
all'Istituto d'arte e perito turistico al
Romagnosi di Erba.
Ma per gli enti locali si può comunque parlare di "successo pieno",
perché dopo la lettera del 16 gennaio, con cui la dirigente
regionale della Pubblica istruzione Anna Maria Dominici aveva
stoppato tutti i nuovi corsi, avevano scelto di puntare sui tre che
ritenevano prioritari. Proprio quelli appena ripescati. «Grazie agli
interventi fatti un po' da tutto il territorio - dice l'assessore
provinciale Achille Mojoli -, in primis il consigliere regionale
Rinaldin direttamente con il ministro, il sindaco di Cantù Tiziana
Sala, il Coni, il Panathlon e il provveditorato di Como, oltre al
sottoscritto, ha prevalso il discorso di fare un approfondimento
sulle richieste della Provincia di Como». Alla fine, sono state
riconosciute le motivazioni addotte per sollecitare un'eccezione a
favore di questi tre indirizzi, rispetto ai 40 bloccati a livello
regionale. «Sono fondamentali per dare una risposta al territorio -
rimarca Mojoli - e non sono in contraddizione, né in termini
economici né come indirizzi, con le ipotesi di riforma delle
superiori».
Ieri, dunque, la dirigente regionale, su input del ministro, ha
rivisto la propria decisione. «Siamo molto soddisfatti - sottolinea
Mojoli - di poter attivare il classico, che Cantù aspettava da 10
anni, il nuovo scientifico al Setificio, che dà una risposta a Como
città diminuendo la pressione sul Giovio, e il corso del Sant'Elia,
che si inserisce su una maturità scientifica, però non va a fare
concorrenza agli altri licei, essendo un indirizzo sportivo,
dedicato a chi fa attività agonistica e ha bisogno di una scuola più
flessibile, oppure a chi ambisce a trovare un lavoro in questo
settore». Mojoli conclude proprio con una similitudine sportiva:
«Quando ci si muove all'unisono, aldilà di colori e appartenenze, si
vince. In questo caso, siamo riusciti a far prevalere il buonsenso
rispetto a decisioni un po' generaliste».
Rinaldin, che ha parlato una prima volta con la Gelmini una
settimana fa e poi l'ha risentita l'altro ieri, racconta i
retroscena di quello che in città è stato percepito come un
improvviso, e inatteso, dietrofront della dirigente regionale: «In
un primo tempo - dice - vi è stata un'applicazione rigida della
normativa, cui peraltro un funzionario regionale è tenuto. Poi,
analizzando i singoli casi, è stato verificato che c'erano le
condizioni per sdoppiare il Giovio che ha già 1400 studenti. E che
anche per gli altri due corsi provveditorato e Provincia avevano ben
operato, risolvendo in modo egregio tutti i problemi, compresi
quelli logistici». Da ottobre i nuovi indirizzi erano pronti e pure
pubblicizzati sulla guida Dopo la terza media. «Lo stop improvviso -
nota Rinaldin - aveva lasciato l'amaro in bocca». A se a questo
punto qualcuno protestasse perché Como è stata favorita rispetto ad
altre province lombarde? «Non si tratta di un privilegio - replica
il consigliere regionale - ma di meritocrazia».
Pietro Berra
dal quotidiano LaProvincia di Como
06/02/2009
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Classico e
sportivo ormai salvi:
il liceo artistico ci spera ancora Il preside del «Melotti»: bene le
iscrizioni, confido di poter partire con più classi
CANTU' Sani e salvi il liceo
classico e lo sportivo, adesso in città l'unico dubbio ?
scolasticamente parlando ? resta il liceo artistico. Tre i nuovi
corsi che si attendeva di varare a settembre nelle scuole superiori
cittadine, e se i primi due possono raccogliere finalmente in
tranquillità le iscrizioni dei ragazzi di terza media, ora che la
mannaia del ministero ha concesso scampo, all'istituto
d'arte Fausto Melotti si resta in attesa. In attesa di decisioni
certe, messe nero su bianco. Perché la speranza che l'artistico
possa partire ? nonostante non sia stato incluso nei tre corsi ai
quali giovedì mattina è stata concessa l'autorizzazione ? c'è
ancora. «Noi teniamo duro e cerchiamo di essere ottimisti ? spiega
il preside Francesco Cappelletti ? forti del fatto che in questi
giorni dai rappresentanti degli enti preposti, a livello
provinciale, abbiamo avuto segnali positivi. Anche se, a oggi, non
abbiamo nessun atto scritto che sancisca nulla definitivamente. Né
in un senso né in un altro». Progetto nel quale si credeva molto,
qui in via Andina, l'introduzione del liceo artistico, e in merito
alla quale si sperava di poter giocare qualche buona carta. A
partire dal fatto che il Melotti è appena stato ristrutturato in
maniera radicale, quindi dispone di spazi e laboratori adeguati
senza costi ulteriori. E poi l'attuale assenza di un liceo artistico
statale in tutta la provincia di Como. «Inoltre l'interesse c'è ?
conferma Cappelletti ? dato che le iscrizioni, che al momento non
abbiamo bloccato, stanno arrivando nelle segreterie delle scuole
medie, e confidiamo di poter partire con più di una prima». Se così
vorrà l'Ufficio scolastico regionale. «Noi, per quanto ci riguarda ?
prosegue ? stiamo facendo il possibile perché sia così».
Clima definitivamente rasserenato, invece, allo scientifico Enrico
Fermi, dove a settembre suonerà la prima campanella per il liceo
classico, ospitato nella nuova ala della scuola i cui lavori
termineranno in queste settimane. Realmente a rischio, il classico,
in realtà non s'è mai sentito, avendo dalla propria
un'autorizzazione datata un decennio fa e mai attivata per mancanza
di aule e non di iscrizioni. Giovedì, poi, è arrivata la conferma
ultima da parte dell'assessore provinciale all'istruzione Achille
Mojoli, a rassicurare anche i genitori resi più sospettosi dal
balletto di permessi concessi e negati di questi giorni. Festa
grande, infine, all'istituto Sant'Elia, dove è stata concessa
l'autorizzazione ad attivare un corso ad indirizzo sportivo,
sull'impianto del liceo scientifico tradizionale, dopo che la
scuola, pur di non deludere le aspettative degli oltre 120 ragazzi
che avevano manifestato l'intenzione a scegliere questa novità
didattica ? unica nel Comasco ? aveva persino approvato in tutta
fretta una sperimentazione tecnica ad hoc quale succedaneo. Che per
fortuna è risultata inutile.
Silvia Cattaneo
dal quotidiano LaProvincia di Como
07/02/2009
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