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05/05/2009  

Il liceo artistico c'è davvero: venti gli iscritti Ufficiale la costituzione della prima classe del nuovo indirizzo di studi al «Melotti» di via Andina

CANTU' (s.cat.) La ristrutturazione dell'edificio scolastico è costata quattro anni di lavori ? e cinque milioni di euro ? e ancora non s'è chiusa definitivamente. Ma all'istituto d'arte Fausto Melotti, la ristrutturazione sta riguardando anche lo stesso rapporto della scuola con il territorio. A partire da un'offerta formativa che s'è fatta più completa, vedendo approdare in via Andina il primo liceo artistico pubblico di tutto il Comasco. Uno dei tre nuovi corsi di studio che a settembre partiranno in città, assieme al liceo scientifico ad indirizzo sportivo al Sant'Elia ? un exploit da tre classi prime per 90 studenti ? e al classico allo scientifico Fermi.
Superati i dubbi piombati sui corsi in questione qualche mese fa, che hanno reso tribolati gli ultimi giorni delle iscrizioni, all'Isa s'è comunque messa insieme una prima da una ventina di ragazzi. Una soddisfazione per il preside Francesco Cappelletti, che appena arrivato ? a settembre ? s'è messo in moto per cercare di concretizzare l'autorizzazione per l'artistico lasciata languire. Con l'obiettivo, mai nascosto, di liberarsi della fama di scuola dove la manualità e tutt'al più la creatività contano molto più del tempo passato sui libri, eredità delle origini dell'istituto, nato a fine 800 per formare la classe lavoratrice canturina e per essere una scuola dove l'arte fosse applicata all'industria.
Oggi l'Isa, che offre una preparazione sempre più di tipo liceale, vuole quindi riappropriarsi del ruolo di luogo di incontro e confronto culturale, creando legami tra la scuola, la società e gli artisti, oltre che per offrire agli studenti nuovi spunti di apprendimento. Il prossimo appuntamento è fissato per sabato, quando, dalle 10 alle 12, nella biblioteca dell'istituto si svolgerà la presentazione della mostra dedicata al lavoro dei giovani architetti lombardi organizzata dall'ordine degli architetti di Como in collaborazione con il Comune di Cantù, e, appunto il Melotti. Mostra che raccoglie ed espone i progetti e le proposte premiate nell'ambito della seconda edizione della ?Rassegna lombarda di architettura under 40. Nuove proposte di architettura?, promossa dalla consulta regionale della professione alla Triennale di Milano nei mesi scorsi. Progetti che resteranno visibili poi nello spazio espositivo della scuola fino al 23 maggio. L'incontro di sabato ? al quale interverrà il presiedente comasco dell'ordine degli architetti Angelo Monti, oltre ai rappresentanti della scuola e del comune ? offrirà ai ragazzi di quarta e quinta una vera e propria lezione del corso della quale i premiati illustreranno il proprio approccio metodologico e creativo.
 

 
 
hanno detto di noi  

ISTITUTO D'ARTE Ristrutturazione del «Melotti»: venerdì si presenta il progetto

Parte la ristrutturazione dell'istituto d'arte "Fausto Melotti". Un importante intervento atteso da anni, per il quale sono stati stanziati circa 12 miliardi delle vecchie lire, di cui 9.5 da parte della Provincia e 2.5 da parte del comune di Cantù. Per illustrare il progetto e i tempi di attuazione, venerdì mattina si terrà una conferenza stampa nella stesse sede dell'istituto d'arte. Saranno presenti Pietro Cinquesanti (assessore provinciale ai lavori pubblici, viabilità ed edilizia scolastica), Umberto Cappelletti (assessore ai lavori pubblici del Comune di Cantù), Pasquale Clemente (assessore all'istruzione) e il sindaco Tiziana Sala. A rappresentare la scuola d'arte saranno presenti il dirigente scolastico Rosalba Guidi e il corpo docenti. Per la città di Cantù si tratta di un intervento di estrema importanza che va a riqualificare una vera e propria istituzione, unica a livello nazionale

 
08/03/2009

http://webstorage.mediaon.it/SWAP/Como/GiornaleOnLine/GONJPG/200903/BASSE/GIICANT0013720090308.JPEG

 

 

«Melotti»: liceo artistico e un'idea sbagliata da sfatare

CANTU'(s.cat.) All'origine, nacque per essere una scuola dove l'arte fosse applicata all'industria, un istituto professionale con caratteristiche ben precise, per formare la classe lavoratrice canturina. Tempi lontani, e non solo perché risalgono al 1882. Anche se a scrollarsela di dosso, la fama di scuola dove conti molto la manualità e molto meno il tempo trascorso sui libri, l'istituto d'arte Fausto Melotti fatica un po'. Eppure, ormai di dubbi non ce ne sono più, persino l'apertura al suo interno del liceo artistico pare prossima.
Per fare conteggi definitivi è presto, visto che gli studenti di terza media hanno avuto fino al 28 di febbraio per effettuare la propria iscrizione, e ora, dalle segreterie delle rispettive scuole, i moduli stanno venendo recapitati agli istituti superiori prescelti.
«A oggi - spiega il preside dell'Isa Francesco Cappelletti ? abbiamo ricevuto 40 iscrizioni, e 4 sono per il liceo artistico. Se il rapporto resterà questo, circa il 10%, visto che solitamente raccogliamo oltre 200 iscrizioni, una classe prima sarebbe assicurata». Nel bailamme che ha caratterizzato le scorse settimane, con diversi nuovi corsi che sarebbero dovuti partire negli istituti superiori del Comasco soffocati nella culla dall'ufficio scolastico regionale, qualche brivido freddo s'è provato anche in via Andina. «Del tutto immotivato ? conferma l'assessore provinciale all'istruzione Achille Mojoli ? visto che l'autorizzazione per l'indirizzo di liceo artistico al Melotti risale a molto tempo fa, anche se la preside precedente non aveva avuto interesse ad attivarlo. Il suo successore, Cappelletti, invece, ha mostrato subito la volontà di vederlo partire. Obiettivo che condividiamo, visto che questo sarà il primo liceo artistico pubblico dell'intera provincia, una risorsa preziosa».
Inoltre, rincara il dirigente scolastico, nella riforma della scuola superiore la cui attuazione è prevista per l'anno prossimo, la preparazione degli istituti d'arte verrà equiparata a quella di tipo liceale. Eppure. Eppure, dando un'occhiata agli esiti degli scrutini del primo quadrimestre, salta all'occhio un fatto ricorrente. La strage delle insufficienze nelle classi prime. Con tanto, assicura Cappelletti, di studenti con ben dieci materie in cui non agguantano il sei e un prossimo futuro da bocciati pressoché certo. Un quadro comune a quasi tutte le scuole superiori, ma non solo. «Il problema ? spiega ? è che spesso gli stessi docenti delle medie inferiori non sanno bene in cosa consista il piano di studi del Melotti. Persiste l'idea che si tratti di un ripiego per chi abbia poca voglia di studiare, una scuola d'avviamento professionale, come era negli anni 50. Ma così non è. E a dirla tutta, non abbiamo avuto neppure un cinque in condotta, né sospensioni».
I risultati di queste scelte non del tutto consapevoli sono nei quattro e nei cinque che fioccano. Da qui la decisione di creare un vero e proprio gruppo formato dai propri professori che, quando sarà tempo di orientamento, vada nelle scuole medie a spiegare per filo e per segno cosa implichi iscriversi all'Isa. E che, se avere una buona mano e una certa creatività aiuta, di certo non basta. «Mi sembra doveroso ? conferma il preside ? sia per evitare l'altissima ?mortalità? nelle prime sia per non illudere ragazzi che rischiano di buttare al vento un intero anno scolastico».

 
       
       
       
   

Si avvicina per Cantù il fatidico momento della visita presidenziale.

Il 3 marzo il capo dello Stato,

Carlo Azeglio Ciampi, con la moglie Franca, sarà in città e si recherà all'Istituto d'Arte. Abbiamo chiesto ad alcuni benemeriti qual è la loro opinione intorno alla storica venuta ( la prima dopo quella del re Vittorio Emanuele III, nel '27) e che cosa vorrebbero chiedere al massimo rappresentante delle istituzioni nazionali. In più, ma qui la risposta è stata pressoché unanime, ecco un terzo interrogativo: «Cosa gli regalerebbe?». «Ciampi a Cantù? Ne sono davvero felice - spiega don Gianni Fontana - Stimo molto il presidente e lo ritengo una persona onesta che si sforza di restare super partes. E' un modello di civismo e libertà. Avevo pensato di regalargli una bella edizione della Bibbia anche se l'avrà già. In più non dovrebbero mancare una storia di Cantù e del territorio e poi un bell'oggetto di ebanisteria. Per la signora Franca, che apprezzo quanto il marito, un bel pizzo sarebbe l'ideale». «Cosa potrei regalare al Presidente se non un pallone da basket? - scherza Pierluigi Marzorati - Sono molto contento di questa visita che dà una bella immagine di Cantù. Se potessi, gli chiederei di aiutarci a risolvere il problema del palazzetto, per farne un centro polivalente». «La visita del presidente mi sorprende - commenta Marisa Bronzini - Non è successo niente di speciale per giustificare l'arrivo di un personaggio meraviglioso come lui. Il regalo lo farei a Donna Franca e le vorrei donare uno dei miei tessuti. Sono contenta che vengano in città e spero che l'accoglienza sia tanto festosa da "nascondere" le condizioni dell'edificio dell'Istituto d'Arte che non sono certo ottimali. D'altra parte, dove avremmo potuto accoglierlo?». Anche il professor Mario Marelli esprime il suo entusiasmo. «Sono felicissimo della visita di Ciampi - spiega - e sono contento anche della scelta di recarsi all'Isa. E' il riconoscimento delle attività tipiche del nostro territorio, che non devono essere abbandonate. E' significativo che il presidente abbia scelto di visitare il Setificio di Como e la nostra Scuola d'arte. Ci sta indicando una via da seguire. Gli chiederei quindi di aiutarci a preservare la ricchezza di un territorio basato su un articolato insieme di piccole e medie botteghe artigiane. Il regalo? Un bell'oggetto in legno ma non qualcosa di banale. Un oggetto che sia ben pensato». Dello stesso parere è Ernestino Tagliabue presidente della Permanente Mobili. «Il dono per Ciampi deve essere un manufatto canturino che, salvo obiezioni, è sempre il mobile di qualità. Sono contento che vada all'Isa. E' un tributo all'operosità artigiana con cui Cantù ha dato il suo input al progresso. Sono contento della sua visita, gli chiederei di portare nella politica italiana un po' di moralità». Sara Cerrato

 
       
   

Cinquemila euro al progetto dell’isa per recuperarne il patrimonio conservato negli scantinati
anche il Rotary per il tesoro della scuola d’arte

la salvezza del “tesoro” dell’istituto d’arte di Cantù e la creazione di un catalogo informatico di agile consultazione al servizio di studiosi e archivisti, sono stati al centro della conviviale Rotary che si è svolta, l’altro giorno, alla club house del golf club di Carimate. la sezione canturina del Rotary ha infatti fatto proprio il progetto dell’istituto d’arte per la conservazione dell’immenso e importante patrimonio di manufatti e progetti che attualmente giacciono in cattivo stato e per di più in locali non idonei. per salvarli, Rotary ha erogato proprio nell’ultimo incontro, un contributo economico di 5000 euro. in più ha dato vita ad una commissione apposita che lavorerà per sensibilizzare le istituzioni e organizzare eventi, attraverso i quali raccogliere le altre risorse necessarie al completamento dell’opera e magari anche alla realizzazione del sogno di un museo. la conviviale che ha visto presenti come relatori la preside dell’istituto Rosalba Guidi e il docente Ferdinando Marzorati, ha consentito di fare il punto sullo stato di avanzamento del progetto, gestito dalla scuola. l’obiettivo è in realtà duplice. si deve conservare il ricco bagaglio di oggetti d’arte e di progetti realizzati nel corso degli anni da studenti e docenti, tra cui molti illustri. e’ però molto importante anche catalogare tutto il materiale esistente e per questo si sta procedendo nell’impresa di realizzare migliaia di schede elettroniche, una per ogni manufatto. sul supporto informatico verranno inserite immagini d’epoca dei manufatti, dati sulle tecniche utilizzate, informazioni su autore e periodo della realizzazione. in più la scheda conterrà una foto del manufatto così come è ora. lo scatto viene eseguito ad alta definizione per permettere lo studio dei particolari attraverso il computer. le schede confluiranno in un database costruito in access, per creare l’archivio digitale. fino ad ora, nel database sono stati inseriti milletrecento pezzi e altri seicento sono in lavorazione. l’indice delle opere sarà disponibile in excel. e’ partito anche il progetto del restauro delle opere più deteriorate. durante la conviviale, il professor Marzorati ha infatti parlato di alcuni pizzi ricamati in seta nera che rischiano addirittura di dissolversi e di lavori in legno attaccati dai tarli.

sa. ce.

 
   

Gli articoli sono tratti dal quotidiano "La Provincia"

 
       
   

Giornale di Cantù - Sabato 17 Marzo 2007

La provocazione I progetti di intervento pensati dagli studenti di Isa e Geometri

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La Nuova Scuola di Musica suona l'allarme «Così non va, servono spazi nuovi»

CANTU’ L'idea è intelli­gente e costruttiva tanti) quanto, per stessa ammissione di chi l'ha pensata, provocatoria, perché la Nuova Scuola di Musica ha bi­sogno di spazi nuovi, riadattati. E chiede aiuto per mezzo della car­ta, facendo realizzare uri progetto di riqualificazione alle scuole canturine, il Sant'Elia e l'Istituto d'Arte. Ora è tutto pronto.

«Da vari anni il Comune ha concesso l'uso del prime- piano di questo edificio alla Nuova Scuola di Musica di Cantù. Questa lo­calizzazione per noi è molto co-

moda ma non è più a nostro avviso altrimenti utilizzabile come scuo­la, in quanto il paino terra è stato trasformato in asilo nido. Dopo vent'anni di utilizzo necessita di opportuni interventi per riadat­tarla al nuovo uso», si legge in una lettera di Giuliano Molteni, pre­sidente della Nuova Scuola di Mu­sica, scritta nel lontano 2005 e resa nota soltanto ora. La lettera è sta­ta indirizzata all'Istituto per Geo­metri e alla Scuola d'Arte: il pro­getto per ripensare gli spazi è sta­to affidato ai ragazzi. «Gli istituti superiori della città possiedono le

massime competenze specifiche e possono dare i migliori risultati possibili. Gli interventi sono di due tipi: l'aspetto strutturale, che consiste nell'adeguamento degli spazi alla nuova destinazione, e quello dell'arredamento, che con­siste nello studio e nella realiz­zazione di ambienti confortevoli e accoglienti». Per gli studenti si è trattato di uno stimolo importan­te e le ipotesi di intervento sono almeno quattro. «I progetti saran­no poi sottoposti all'Amministra­zione comunale per l'approvazio­ne e la realizzazione degli studi».

E qui arrivano i tasti dolenti. Perché, anche a sentire Alfonso Salemi, uno dei promotori del­l'iniziativa, amico della Nsm e melomane appassionato, la situa­zione non è delle più semplici. «I vicini si lamentano perché non tutte le aule sono insonorizzate. E gli spazi sono davvero inadeguati. Peccato, perché la Nuova Scuola di Musica ha dato lustro alla città con il Concorso Internazionale di Pianoforte». Già: per chi dedica una vita intera agli 88 tasti bian­chi e neri, Cantù è un punto di riferimento mondiale. «Una volta

ho sentito due pianisti stranieri che parlavano tra di loro. Uno chiedeva: ma dov'è Milano? L'al­tro pianista: vicino a Cantù». Un episodio che fa riflettere su quan­to il nome della città, grazie alla Nuova Scuola di Musica, sia in­ternazionale.

Tanta musica e un po' di pepe: i progetti dei ragazzi verranno pre­sentati alle 20.30 di venerdì 23 marzo, alla Sala Zampese della Cassa Rurale ed Artigiana di Can­tù. A seguire, il concerto del fi­sarmonicista Marco Valenti.

 

Christian Galimberti

 
       
       
    Salvato in extremis il nuovo liceo scientifico promosso dal Setificio

Salvato in extremis il nuovo liceo scientifico promosso dal Setificio. Così anche quello sportivo del Sant'Elia di Cantù. A questo punto, visto che già era stato recuperato anche il corso di liceo classico attivato sempre a Cantù dal Fermi, restano quattro gli indirizzi bocciati, quelli sì irrimediabilmente almeno per quest'anno, da parte della Direzione scolastica regionale: Termotecnica e Comunicazione alla Magistri Cumacini, liceo artistico all'Istituto d'arte e perito turistico al Romagnosi di Erba.
Ma per gli enti locali si può comunque parlare di "successo pieno", perché dopo la lettera del 16 gennaio, con cui la dirigente regionale della Pubblica istruzione Anna Maria Dominici aveva stoppato tutti i nuovi corsi, avevano scelto di puntare sui tre che ritenevano prioritari. Proprio quelli appena ripescati. «Grazie agli interventi fatti un po' da tutto il territorio - dice l'assessore provinciale Achille Mojoli -, in primis il consigliere regionale Rinaldin direttamente con il ministro, il sindaco di Cantù Tiziana Sala, il Coni, il Panathlon e il provveditorato di Como, oltre al sottoscritto, ha prevalso il discorso di fare un approfondimento sulle richieste della Provincia di Como». Alla fine, sono state riconosciute le motivazioni addotte per sollecitare un'eccezione a favore di questi tre indirizzi, rispetto ai 40 bloccati a livello regionale. «Sono fondamentali per dare una risposta al territorio - rimarca Mojoli - e non sono in contraddizione, né in termini economici né come indirizzi, con le ipotesi di riforma delle superiori».
Ieri, dunque, la dirigente regionale, su input del ministro, ha rivisto la propria decisione. «Siamo molto soddisfatti - sottolinea Mojoli - di poter attivare il classico, che Cantù aspettava da 10 anni, il nuovo scientifico al Setificio, che dà una risposta a Como città diminuendo la pressione sul Giovio, e il corso del Sant'Elia, che si inserisce su una maturità scientifica, però non va a fare concorrenza agli altri licei, essendo un indirizzo sportivo, dedicato a chi fa attività agonistica e ha bisogno di una scuola più flessibile, oppure a chi ambisce a trovare un lavoro in questo settore». Mojoli conclude proprio con una similitudine sportiva: «Quando ci si muove all'unisono, aldilà di colori e appartenenze, si vince. In questo caso, siamo riusciti a far prevalere il buonsenso rispetto a decisioni un po' generaliste».
Rinaldin, che ha parlato una prima volta con la Gelmini una settimana fa e poi l'ha risentita l'altro ieri, racconta i retroscena di quello che in città è stato percepito come un improvviso, e inatteso, dietrofront della dirigente regionale: «In un primo tempo - dice - vi è stata un'applicazione rigida della normativa, cui peraltro un funzionario regionale è tenuto. Poi, analizzando i singoli casi, è stato verificato che c'erano le condizioni per sdoppiare il Giovio che ha già 1400 studenti. E che anche per gli altri due corsi provveditorato e Provincia avevano ben operato, risolvendo in modo egregio tutti i problemi, compresi quelli logistici». Da ottobre i nuovi indirizzi erano pronti e pure pubblicizzati sulla guida Dopo la terza media. «Lo stop improvviso - nota Rinaldin - aveva lasciato l'amaro in bocca». A se a questo punto qualcuno protestasse perché Como è stata favorita rispetto ad altre province lombarde? «Non si tratta di un privilegio - replica il consigliere regionale - ma di meritocrazia».
Pietro Berra

dal quotidiano LaProvincia di Como
06/02/2009

 
 
    Classico e sportivo ormai salvi:
il liceo artistico ci spera ancora Il preside del «Melotti»: bene le iscrizioni, confido di poter partire con più classi

CANTU' Sani e salvi il liceo classico e lo sportivo, adesso in città l'unico dubbio ? scolasticamente parlando ? resta il liceo artistico. Tre i nuovi corsi che si attendeva di varare a settembre nelle scuole superiori cittadine, e se i primi due possono raccogliere finalmente in tranquillità le iscrizioni dei ragazzi di terza media, ora che la mannaia del ministero ha concesso scampo, all'istituto d'arte Fausto Melotti si resta in attesa. In attesa di decisioni certe, messe nero su bianco. Perché la speranza che l'artistico possa partire ? nonostante non sia stato incluso nei tre corsi ai quali giovedì mattina è stata concessa l'autorizzazione ? c'è ancora. «Noi teniamo duro e cerchiamo di essere ottimisti ? spiega il preside Francesco Cappelletti ? forti del fatto che in questi giorni dai rappresentanti degli enti preposti, a livello provinciale, abbiamo avuto segnali positivi. Anche se, a oggi, non abbiamo nessun atto scritto che sancisca nulla definitivamente. Né in un senso né in un altro». Progetto nel quale si credeva molto, qui in via Andina, l'introduzione del liceo artistico, e in merito alla quale si sperava di poter giocare qualche buona carta. A partire dal fatto che il Melotti è appena stato ristrutturato in maniera radicale, quindi dispone di spazi e laboratori adeguati senza costi ulteriori. E poi l'attuale assenza di un liceo artistico statale in tutta la provincia di Como. «Inoltre l'interesse c'è ? conferma Cappelletti ? dato che le iscrizioni, che al momento non abbiamo bloccato, stanno arrivando nelle segreterie delle scuole medie, e confidiamo di poter partire con più di una prima». Se così vorrà l'Ufficio scolastico regionale. «Noi, per quanto ci riguarda ? prosegue ? stiamo facendo il possibile perché sia così». Clima definitivamente rasserenato, invece, allo scientifico Enrico Fermi, dove a settembre suonerà la prima campanella per il liceo classico, ospitato nella nuova ala della scuola i cui lavori termineranno in queste settimane. Realmente a rischio, il classico, in realtà non s'è mai sentito, avendo dalla propria un'autorizzazione datata un decennio fa e mai attivata per mancanza di aule e non di iscrizioni. Giovedì, poi, è arrivata la conferma ultima da parte dell'assessore provinciale all'istruzione Achille Mojoli, a rassicurare anche i genitori resi più sospettosi dal balletto di permessi concessi e negati di questi giorni. Festa grande, infine, all'istituto Sant'Elia, dove è stata concessa l'autorizzazione ad attivare un corso ad indirizzo sportivo, sull'impianto del liceo scientifico tradizionale, dopo che la scuola, pur di non deludere le aspettative degli oltre 120 ragazzi che avevano manifestato l'intenzione a scegliere questa novità didattica ? unica nel Comasco ? aveva persino approvato in tutta fretta una sperimentazione tecnica ad hoc quale succedaneo. Che per fortuna è risultata inutile.
Silvia Cattaneo

dal quotidiano LaProvincia di Como
07/02/2009