L'Istituto
Statale d'Arte di Cantù, fin dalle sue origini (1882), si inserisce come
elemento espressivo e propositivo della realtà artigianale locale,
innestandosi nella storia politica, sociale ed economica del territorio brianzolo e dell'Italia post-unitaria, che conoscerà la prima e la
seconda industrializzazione.
«La
Scuola d'Arte Applicata all'industria»,
nata con l'intento &i fornire l'insegnamento dei disegno applicato
all'industria della fabbricazione dei mobili e dei merletti. fu suddivisa
in due sezioni:
Scuola di
Disegno
e
Scuola
Officina di intaglio in Legno.
La
sezione femminile entrò in funzione solo neI 1888 -1889 con orario
diurno.
Nella
fase iniziale la scuola, pur con l'approvazione statale, mantenne
caratteristiche strettamente «comunali e locali».
Alla fine dei secolo (1898) il Consiglio Direttivo propose di trasformare
la Scuola in «istituto Professionale» ribadendo la necessità di garantire una
preparazione professionale «specifica alle nostre classi lavoratrici» e di
allargare ad altre materie (Italiano, Aritmetica, Francese, Disegno Geometrico,
Architettura e Plastica) le ore di insegnamento.
La
scuola garantì, soprattutto nel settore del mobile e del merletto, una
manodopera qualificata, recepita senza problemi occupazionali dal mondo dei
lavoro.
Dal
1905 la scuola migliorò la propria organizzazione istituendo, oltre alla
sezione principale diurna, una secondaria serale, per rispondere ad un
incremento progressivo delle iscrizioni.
Nel
1924 la scuola passò alle dipendenze dei Ministero della Pubblica
Istruzione.
Nel
1925 gli iscritti erano già 688.
Uno
degli obiettivi emergenti dell'attività didattica fu quello di qualificare con
una completa formazione culturale e professionale dei futuri dirigenti, direttori
e proprietari di aziende artigiane.
La
scuola però non fornì solo maestranze addestrate alle esigenze
dell'artigianato, ma promosse, attraverso l'attività didattica, una ricerca
tecnica e stilistica basata su una formazione non solo intesa come capacità
esecutiva ma anche interpretativa degli stili passati e propositiva di nuovi
disegni per il mobile e l'arredamento.
La
conferma del ruolo propulsivo, che la scuola esercitò all'interno
dell'artigianato si ebbe con la partecipazione a Esposizioni Mondiali, Nazionali
e Regionali, obiettivi raggiunti grazie all'opera didattica di alcuni eminenti
professionisti, architetti, scultori e pittori provenienti dall'area culturale
di Milano, di Corno e del Veneto.
Nel
1959 si ebbe un rilancio della scuola soprattutto dopo il trasferimento nella
nuova sede in Via Andina. Le
sezioni divennero quelle di Arte dei Legno, Arredamento, Decorazione (Lacche e
Tessuti) Arte del Merletto e del Ricamo.
Nel
1970 venne introdotto anche il Biennio di Sperimentazione, che portò la scuola
a cinque anni di studio e al conseguimento del Diploma di Maturità d'Arte
Applicata, diventando così, a tutti gli effetti, una Scuola Media Superiore con
originali e specifici caratteri culturali e formativi all'interno
dell'istruzione Artistica ed in particolare con compiti di educazione e
sperimentazione delle metodologie progettuali nei vari settori delle arti visive
e architettoniche.
L'azione
didattica, svolta ancora oggi dalla scuola, si fonda prevalentemente sulla ricerca
come acquisizione sistematica di dati e di metodologie, che concorrono ad una
educazione formativa ed armonica nei riguardi di tutti i fenomeni culturali.
La capacità progettuale, elemento fondamentale nell'istruzione
artistica, opera quella sintesi tra attività intellettuale, creativa e attività
manuale, pratica e di sperimentazione che la tradizione classica aveva sempre
tenute disgiunte.
L’Istituto
d’Arte, non essendo una scuola specialistica, ha il compito di mediare
tra le esigenze di una formazione umanistica di base e le esigenze
specifiche di un ambito operativo inserito nella moderna realtà
produttiva.
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